Cartastorie, un museo di documenti antichi che farà innamorare i bambini

bambini leggono un manoscritto

 

Ci sono luoghi famosi e luoghi nascosti. A Napoli c’è un museo di documenti antichi che farà innamorare i bambini. È un museo che in pochi conoscono: il Cartastorie, il museo dell’archivio storico del Banco di Napoli. Un archivio può sembrare un luogo noioso e polveroso, invece questo è un luogo magico con kebab di carta, voci, suoni, ologrammi, corridoi con scaffali e scaffali di enormi libri profumati. Le pagine qui sembrano respirare, sono pronte a narrare… scricchiolano, soffiano, sospirano… sono VIVE.

 

bambino all'interno di Cartastorie

 

La prima volta che sono entrata nell’archivio del Banco di Napoli ho pensato: “Wow, i miei figli non vedranno mai nella loro vita dei libri così grandi!”. Io stessa ormai leggo sempre più spesso sul Kindle e ho un ricordo lontano degli assegni e per pagare uso app e codice qr.

Ma proprio per questo ho voluto portare Enrico e Giulia: la memoria deve essere tramandata.

Il Cartastorie, un nome magico

E già il nome di questo museo è magico. “Cartastorie”: storie di carta o anche carta di storie. Chi ha allestito il percorso per i visitatori è partito dalle carte – promesse di pagamenti, bollettini di debito, richieste di credito – e dalle descrizioni dei passaggi di soldi ha ricostruito piccoli frammenti di vita.

Cartastorie bambini leggono un manoscritto
Marinella, la nostra guida

Il biglietto per i bambini è gratuito e per gli adulti costa cinque euro + due euro con la guida.

Noi scegliamo di farci accompagnare in questo viaggio nel passato. La nostra guida è Marinella. Siamo in cinque viaggiatori ( ve l’ho detto che questo museo di Napoli non è molto conosciuto e un po’ è magico anche per questo), con noi due signore venute da Avellino.

Si Parte.

Il museo dell’archivio storico del Banco di Napoli: i Kebab di carta

Nella prima stanza troviamo i “Kebab di carta”. Cosa son o i “Kebab di carta”?

Appena entri ti colpiscono due cose: gli enormi libri e le colonne di carta che, come stalattiti, pendono dal soffitto: “Sono tutti pagamenti estinti – ci spiega Marinella, la nostra guida – Venivano archiviati e conservati e per difenderli dai topi venivano sospesi a mezz’aria”.

E l’archivio con la spessa carta con il 50 per cento di cellulosa naturale era un piattino succulento per i topolini, così gli archivisti avevano inventato anche un inchiostro amaro e velenoso, per preservare i documenti.

Annusiamo l’aria, sentiamo odore di carta (ma quanto è bello l’odore di carta!) e un odore pungente, che ricorda lontanamente quello del petrolio.

Napoli, un museop con documenti antichi, ma modernissimi

origine della chiocciola

Marinella spiega ai bambini come si leggono i libroni dell’archivio. E conquista subito la loro attenzione: apre un libro e gli mostra un segno che i bambini riconoscono subito. È la chiocciola!  Ma come esisteva già? Sì, è voleva dire “di proprietà”, esattamente come nei nostri indirizzi mail.

Il viaggio multimediale nell’archvio storico del Banco di Napoli

Da qui inizia il percorso multimediale ideato da Stefano Gargiulo Kaos. Un viaggio nella città di Napoli, tra le carte e tra le strade. Un viaggio fatto di suoni, voci, sensazioni, illusioni ottiche… vite passate che si materializzano davanti a noi.

Nella seconda stanza i bambini si siedono davanti a un libro dalla pagine spesse, lo aprono e appare prima la sagoma  del Vesuvio e poi di una barca, voci che provengono dai quattro angoli della stanza, alternandosi e a volte parlando contemporaneamente, ci raccontano la storia dell’eruzione del Vesuvio e del miracolo di San Gennaro e poi dello scambio tra due schiavi, il turco Muse e il napoletano Giovanni.

Sul grande libro si materializzano lapilli e onde del mare, mentre in una finestra  davanti a noi, aperta su Napoli, si alternano scorci della città proiettati per accompagnare le voci. Tutto parte dai documenti del Banco di Napoli, dai soldi versati dal popolo napoletano per comprare la collana d’oro per ringraziare San Gennaro e dai 90 ducati per effettuare lo scambio di schiavi.

Tra i grandi libri anche le lettere del marito di Anastasia, una piccola schiava dalla pelle bianca e i capelli biondi-rossi, di cui, ahimè, si sono perdute le tracce.

La stanza del principe San Severo

Ogni libro, ogni anno, ogni scaffale nasconde un segreto. Ci sono libri così grandi che sono più alti di un bambino di sette anni come Enrico.

Ci sono libri pieni di frammenti che, se ricomposti insieme, diventano storie di carta.

Il direttore del Banco di Napoli, Eduoardo Nappi, si appassionò alla storia di Raimondo di Sangro, Principe di San Severo e grazie ai documenti custoditi nell’archivio del Banco di Napoli ricostruisce il grande amore di quest’uomo, tanto discusso, per l’arte, la scienza e la cultura.

Cartastorie museo archivio banco di Napoli

A raccontare le vicende del principe di San Severo è la voce narrante di Gennaro Tibet, nel 1700 responsabile del patrimonio dei San Severo, colui che ha firmato moltissimi documenti conservati in questo archivio.

La stanza del mercato

Continua la nostra visita al museo. Siamo storditi, è come viaggiare nel tempo.

Meravigliosa la stanza soprannominata “Stanza del mercato”, dove scopriamo che a Napoli una cameriera  guadagnava 11 ducati l’anno e un funzionario di Banca 30 al mese, o che già nel 1400 una casa nel quartiere popolare della Duchesca costava 12 ducati all’anno, mentre un appartamento nella centrale via Toledo 45.

E lo sapete che su 17 milioni di nomi custodite nei faldoni del Cartastorie non c’è un “Esposito”, il cognome più diffuso a Napoli?  Marinella spiega ai bambini la storia della ruota degli esposti e la voglia di questi poveri bimbi abbandonati di riscattare le loro umili origini.  Ecco perchè che tutti gli “Esposito”  cambiano cognome (si inventano cioè un cognome falso) quando depositano i primi risparmi di una vita in banca.

Cartastorie museo archivio banco di Napoli

 

Cartastorie museo archivio banco di Napoli

Quante stanze ci sono nell’archivio del Banco di Napoli? 330. E prima di questo archivio, esistevano otto banchi diversi, poi unificati nell’800 da Ferdinando di Borbone. Una mappa digitale ricostruisce dove erano gli otto banchi.

I bambini spengono una candela virtuale, leggono prima dal libro vero e poi dalla riproduzione digitalizzata, un impegno di pagamento di 200 ducati da parte di Niccolò Radolocih a Caravaggio per realizzare un quadro, scoprono che nel 1563 gli avvocati istituirono nel vicino Castel Capuano (allora carcere) un banco per estinguere i pegni dei carcerati.

Altro che libri noiosi, i documenti custoditi nell’archivio storico del Banco di Napoli sono uno stimolo continuo per i piccoli visitatori.

Ogni  storia è narrata, vissuta, resa attuale.

Angelo Carasale e il San Carlo di Napoli

L’ultima stanza è dedicata a Angelo Carasale,il cui ologramma sorride e e da lontano ti invita ad entrare. Carasale, nato umile fabbro, grazie alla sua grandissima intelligenza divenne architetto del re, tanto stimato da progettare il teatro San Carlo. La sua fortuna e gli ultimi anni vissuti in prigione vengono ricostruiti tramite cambiali e documenti di debito.

La visita guidata dura un’ora e mezza. E noi la consigliamo. Il biglietto riproduce un fede di credito: “A sua eccellenza Visitatore del nostro Banco, ducati 7, e per esso al Cassiere Generale disse per lo stesso prezzo intero di 1 visita, visto lo prezzo convenuto di ducati 7 per ciascuna testa, allo percorso di luci e storie con inclusa la pia relazione a Ns. cura

Napoli, il museo dell’archvio storico del Banco di N apoli: biglietti

Il biglietto dà diritto a uno sconto per il vicino museo di San Gennaro e il Citysightsseing.

  • Dove: il museo si trova in via dei Tribunali 214
  • Quandoè aperto: dal lunedì al sabato: dalle 10.00 alle 18.00, domenica: dalle 10.00 alle 14.00, mercoledì: chiuso
  • Biglietti: adulti  5 euro, dai 0 ai 12 anni è gratuito; dai 13 ai 17 anni 3 euro. Con la guida costa due euro in più
  • Le visite guidate sono il sabato alle 10,30, 12, 15,16,30 e la domenica alle 10,30 e alle 12 Lunedì e venerdì su prenotazione info@ilcartastorie.it
  • Info: 081 449400 – Cartastorie

Perché il museo dell’archivio storico del Banco di Napoli è adatto ai bambini

Perché ci sono libri più alti di loro: per mostrargli l’importanza della carta, del ricordo, della memoria scritta.

Perché tutte le storie sono narrate da voci e ologrammi, anche se non capiscono tutto ne rimangono affascinati: l’atmosfera è magica.

Perché il Banco di Napoli custodisce la storia di Napoli e impararla grazie a storie vere e documenti scritti vuol dire non dimenticarla mai più.

Perchè le guide sono bravissime.

Perchè i bambini non pagano o pagano pochissimo fino ai 17 anni: questa è una piccola attenzione che noi riteniamo molto importante.

Cartastorie museo archivio banco di Napoli

Attenzione: i bambini devono saper leggere per gustarsi davvero la visita, quindi la consigliamo dai sette anni  in su. Capire le lettere li aiuterà a lasciarsi andare e a viaggiare nel tempo attraverso, voci, suoni, luci.

Se vivete o venite in visita a Napoli, un museo così non potete perdervelo.

Nell’archivio storico del Banco di Napoli non sono custodite solo carte scritte in un italiano incomprensibile, ci sono vite, passioni, paure, debiti, matrimoni, miracoli, scambi, sogni, speranze. Qui sono custoditi i segreti della gente di Napoli, del passato, del presente e del futuro.

 

 

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