Alla scoperta della Grotta di Seiano e del Parco Archeologico del Pausilypon

grotta seiano napoli

Una grotta lunga 770 metri con 120 archi, per tagliare in due la collina di Posillipo: un’avventura per tutti i bambini. la Grotta di Seiano a Napoli fa parte del Parco Archeologico del Pausilypon: è una galleria artificiale realizzata in epoca romana, nel I secolo dopo Cristo, scavata nel tufo e progettata dall’architetto Lucio Coccei e poi ristrutturata in epoca borbonica. Attraversa la collina di Posillipo e collega Bagnoli e dei Campi Flegrei con il Vallone della Gaiola, passando per la spettacolare Baia Trentaremi.

La Galleria di Seiano: un po’ di storia

La Galleria di Seiano non è un monumento molto visitato a Napoli, forse perché si trova un po’ defilato, lungo la discesa Coroglio, ma organizzare la vita è facile e si fa un vero viaggio nel tempo, fino all’epoca, perché sbucati dalla galleria si visita la villa imperiale di Pausilypon, costruita da Publio Vedio Pollione, della ricca famiglia dei Vedii di Benevento, e figlio di un liberto, uno degli uomini più ricchi della tarda repubblica.

La galleria è stata costruita da Marco Vipsano Agrippa per collegare la villa di Publio Vedio Pollione, situata nel Parco Archeologico di Pausilypon, area in cui arriva la grotta, e le altre ville patrizie di Pausilypon ai porti di Puteoli e Cumae. Ma il suo nome deriva da quello prefetto dell’imperatore Tiberio, Lucio Elio Seiano, che allargò la galleria nel I sec. d.C., cinquant’anni dopo la sua costruzione.

Il tunnel della Grotta di Seiano fu rinvenuto per caso nel 1841 durante i lavori di realizzazione di una nuova strada e diventò nuovamente agibile grazie a Ferdinando II di Borbone.

Durante la Seconda guerra mondiale la Grotta di Seiano è stata utilizzata come rifugio antiaereo dagli abitanti di Bagnoli. Dopo la guerra e a causa di alcune frane avvenute negli anni cinquanta la grotta però è stata completamente abbandonata. Solo nel 2009 è stata riaperta e resa nuovamente fruibile e oggi è la via d’accesso al Parco Archeologico del Pausilypon.

La Galleria di Seiano: la nostra visita

Il pavimento della galleria è in terra, ma tutto spianato. Si può accedere anche con il passeggino. Si entra in un cancello e la visita inizia. Si cammina piano piano nel tunnel, dove c’è una temperatura di circa 16 gradi. E una buona areazione. Tutto il percorso è illuminato da una calda luce gialla. Dopo un po’ perdi però il senso dell’orientamento, vedi solo archi, avanti e dietro di te. Gli occhi si sono abituati al buio ed è come fare un viaggio nel tempo.

bambina nella grotta seiano napoli

A metà galleria si vede l’ingresso ma non l’uscita, questo perché i romani iniziavano a scavare da entrambi i lati e a metà galleria, nel punto di congiunzione dei due scavi c’è una curva di raccordo, alcuni dicono che è stato un errore, altri studiosi credono, che fu fatto apposta perché nella galleria non ci fosse troppo vento, che rischiava di spegnere le fiaccole.

Dopo la metà della galleria di Seiano, sulla destra ci sono tre cunicoli, il primo cunicolo è più lungo di cento metri e arrivava al mare, il secondo è più breve, ma si vedono le latrine costruite durante la seconda guerra mondiale e una passerella di legno da cui i ragazzini a inizio Novecento prendevano la rincorsa per tuffarsi in mare, la terza è tutta in tufo. I cunicoli servono per portare area e luce nella galleria.

All’ingresso della Galleria di Seiano si vede l’ opus reticulatum, la tipica tecnica usata dai romani per costruire muri solidi, mentre verso la fine è tufo puro.

All’altezza del terzo cunicolo sul muro si vedono delle strisce, alcuni studiosi credono che siano i segni di un vulcano spento, altri i segni dello scavo, da questa parte infatti c’era una vera e prorpia cava estrattiva.

Alla fine del tunnel c’è una base di epoca romana con la scritta “Claudius amarantus” e poi finalmente si vede la luce.

Il Parco Archeologico del Pausilypon

Si passa sotto un pergolato ( che a fine estate carico di fichi d’india) ed ecco che si entra nel Parco Archeologico del Pausilypon, sulla sinistra c’è un antico cimitero di epoca romana di cui rimane solo la struttura esterna con le nicchie. Inizia una breve passeggiata tra pareti di tufo giallo e una fitta vegetazione, ci sono bacche olio di ricino, campanule, un fitto canneto e un albero di melograno.

La Villa imperiale Pausilypon

E a questo punto si entra nella parte sterna della villa che dopo la battaglia di Azio (31 a.C.), il liberto Publio Vedio Pollione fece costruire per trascorrere il suo “otium” , scelse appunto questo fazzoletto di terra tra la Gaiola e la baia di Trentaremi, Pausilypon cioè “sollievo dal dolore”. Accanto alla villa, fece costruire seguendo il pendio naturale del terreno anche un teatro semicircolare con un diametro di 4 7metri e che si eleva sopra il livello dell’orchestra di 13 metri, con 2000 posti, un odeon, un piccolo teatro coperto, con pavimento in marmo, con 70 posti. per piccoli spettacoli

Parco Archeologico del Pausilypon teatro

Su un terrazzamento sopra la Baia dei Trentaremi, nel teatro grande venivano messe in scena le epocali tragedie (oggi manca la summa cavea da cui si vedeva il mare) e nel il teatro più piccolo, invece, opere di poesia e musica. I due teatri su livelli diversi erano collegati tra loro probabilmente da giardini scenografici.

Parco Archeologico del Pausilypon teatro piccolo Odeion

Da questo punto del parco della villa imperiale Pausilypon si vede la Biaia Trentaremi, chiamata così forse dal nome delle imbarcazioni romane o forse dalla storpiatura della parola “Tre Taremi (moneta araba)”. Si possono scorgere in mare anche Punta Cavallo (Il cavallo di Mare), a sinistra Nisida, Capo Miseno, Procida e Ischia e a destra la Collina di Posillipo e gli alberi del Parco Virgiliano. Se guardi bene c’è anche un grande scoglio con una forma strana: è chiamato “Dente di cane”.

Nel parco della Villa imperiale Pausilypon fioriscono agavi e ginestre e nidifica il Gabbiano reale. Nella villa c’è anche un complesso termale, che non si può visitare, si visita invece “la stanza degli ospiti”, che un tempo era tutta foderata di marmo ( oggi ci sono solo tre lastre – non originali) e in cui è stata ritrovata una statua di Nereide su Pistrice.

La meraviglia della Villa imperiale Pausilypon è l’architettura nasce adeguandosi alla natura dei luoghi creando scenografie mozzafiato: la villa si affaccia sul golfo dei Campi Flegrei e e su quello di Napoli. E poi era un po’ come un antico villaggio turistico, era divisa in zone e c’era tutto quello che serviva per divertirsi e rilassarsi, curando lo spirito e il corpo, con teatro , terme e natura.

La visita si chiude con la vista su una lecceta e il sentiero che porta alla Gaiola (ora chiuso).

Ma chi era Publio Vedio Pollione?

Proprietario esattore tasse era un esattore delle tasse ed era non solo un uomo ricchissimo, ma molto amico dell’imperatore Augusto , quando morì infatti lasciò questa villa ad Augusto.

Si narra che Pollione allevava ostriche, murene e orate e che fosse cattivissimo e gettasse nella vasca delle murene chiunque lo indisponesse. Una sera un servo, servendo a tavola, ruppe un prezioso cristallo e Pollione lo dette in pasto (vivo) alle murene, ma l’imperatore augusto per punire la sua crudeltà fece distruggere tutta la cristalleria della villa.

 

 

 

Informazioni sulla grotta di Seiano e Parco archeologico ambientale del Pausilypon

Orari inizio itinerari
Itinerario 1: Grotta di Seiano – Parco archeologico ambientale del Pausilypon – dal martedì al venerdì ore 12,00 – sabato ore 10.00 e 12.00 – domenica ore 10.00, 11.00 e 12.00.
Itinerario 2: Grotta di Seiano – Parco Archeologico ambientale del Pausilypon – Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola (Battello Aquavision) – Unico turno ore 9,00
Itinerario 2 – snork: Grotta di Seiano – Parco Archeologico ambientale del Pausilypon – Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola (Snorkeling) – Unico turno ore 9,00

Prezzo biglietti

• Itinerario 1: € 6, bambini 3,50
• Itinerario 2: € 18
• Itenerario 2-snork: € 25
• È necessaria la prenotazione

Contatti
• Tel: 081 240 3235 – 3285947790
• E-mail: info@gaiola.org
• Informazioni e proenotazioni per Grotta di Seiano nel sito del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus

Come arrivare alla grotta di Seiano

 

Si entra alla Grotta di Seiano da Discesa Coroglio, 36

In auto: si fa tutta via Posillipo, si va sempre dritti. Unico problema è il parcheggio. Si posteggia in curva in un piccolo slargo vicino a un fioraio. Ma davvero non c’è alternativa.

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